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Parco dei Petroglifi
Il Parco si estende nel vasto areale
di Museddu, Tennero e Mattarigotza
ove in totale sono state individuate
37 tombe ipogeiche (domus de janas,
letteralmente "case delle fate"), riferibili,
a parte qualcuna isolata, a tre necropoli
contraddistinte ciascuna da una tomba
monumentale. Si tratta di sepolture del
Neolitico recente (seconda metà del IV
millennio a.C.), riutilizzate ampiamente
nel corso dell’Eneolitico, ovvero per tutto
il III millennio a.C., epoca nella quale si
ritiene che nella celeberrima Tomba Branca
furono incisi i Petroglifi, simboli legati al
sacro.
Il numero così cospicuo di tombe sottende
dunque a un vasto fenomeno insediativo
che ha interessato quest’area in età
preistorica.
Le tombe continuarono ad essere utilizzate,
anche per altre funzioni, in età storica:
a tarda età romana si ascrivono gli impianti
di vinificazione, diffusi sugli stessi tavolati
calcarei, che appaiono in connessione con
lo sfruttamento agricolo della zona.
Nelle basse pareti della necropoli di
Museddu si individuano inoltre alcune
interessanti attestazioni di attività di
estrazione di blocchi. La sua originaria
funzione funeraria diviene preminente
in epoca vandalica e bizantina quando,
sul tavolato calcareo, vi furono scavati
dei loculi e venne trasformata in cappella
funeraria la Tomba della Cava.
La ConsulMedia ha ideato il logo del parco, realizzato un pieghevole, progettato una serie di pannelli didattici in dibond installati lungo il percorso di visita e stà realizzando una guida turistica.